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Programma elettorale di MOUV'

Politica / MOUV'

8 Maggio 2018

Il nostro programma elettorale attraverso il quale vogliamo cambiare la Valle d'Aosta. Onestà e coerenza per un futuro diginitoso e di prospettiva.

ACQUE

La proprietà e l’utilizzo delle acque sono un caposaldo della Storia valdostana e oggi l’impiego oculato della risorsa è obbligatorio anche per i cambiamenti climatici in corso, che sia acqua a uso irriguo, potabile o per l’energia idroelettrica, oltreché per salvaguardare il paesaggio e la vita nei corsi d’acqua attraverso un Piano Acque che contemperi le diverse esigenze ed eviti usi speculativi.

 

AGRICOLTURA

Il rilancio dell’Agricoltura, specie dell’allevamento, è un punto indiscutibile, che passa attraverso la soluzione dei problemi di erogazione dei finanziamento arrivati con il contagocce. In sinergia con gli altri settori produttivi, il settore primario può non solo essere il garante di un territorio coltivato (e questo vale anche per il controllo del bosco), ma anche punto importante per il Commercio e il Turismo, sapendo quanto in elementi tradizionali – come les batailles de reines – ci siano momenti identitari da salvaguardare.

 

AMBIENTE

L’intero territorio della Valle d’Aosta va considerato sotto tutela con un uso razionale del suolo e delle risorse naturali. Certi temi ambientalisti sono ormai patrimonio comune e questa implica non solo logiche di tutela ma di utilizzo armonioso della nostra Natura anche con la soluzione di temi irrisolti, come quello dei Rifiuti e di un nuovo Piano paesistico adeguato ai tempi senza logiche dirigistiche prive di sostanza.

 

ARTIGIANATO

Le imprese artigianali rappresentano una rete da rendere sempre più solida nella nostra Valle. Non solo in quella parte importante e ricca di storia che è l’artigianato tipico con manifestazioni uniche come le Fiere di Sant’Orso, ma a copertura di settori nodali come tutto ciò che è legato all’edilizia e al suo indotto. Questo significa la valorizzazione delle piccole e medie imprese anche attraverso sistemi di appalti a tutela del comparto, altrimenti “invaso” da aziende esterne con perdita della fiscalità.

 

AUTONOMIA

L’Autonomia – mai come ora umiliata - è un Bene comune e come tale va compresa e applicata, sapendo che si tratta di un processo fatto di diritti e doveri in cui anzitutto devono credere i valdostani. L’uso intelligente delle norme di attuazione, la buona legislazione regionale, il controllo della legislazione nazionale affinché non sia invasiva, la trasposizione delle norme europee nel nostro ordinamento sono un elemento importante, così come il principio dell’Intesa che consenta la riscrittura futura dello Statuto.

 

BENESSERE

Il Diritto alla felicità esiste e prevede che in una piccola comunità si esprimano quegli elementi di solidarietà evidenti nell’insieme delle azioni di volontariato che arricchiscono la Valle, così come il Terzo Settore e della galassia delle Cooperative. Il benessere, inteso come il soddisfacimento di tutte le necessità in un’armoniosa vita sociale, passano attraverso la logica di un Welfare efficace, ma anche della considerazione di quel Federalismo verticale e orizzontale, che fa parte del patrimonio politico e culturale della Valle d’Aosta.

 

CASA

Incentivare il settore delle costruzioni passa dal soddisfacimento del bisogno della prima casa, anche attraverso il recupero del patrimonio edilizio esistente e con un uso attento del suolo per le nuove costruzioni. L’aiuto con mutui regionali anche a tasso zero, pensando al ritorno attraverso il riparto fiscale di quanto prodotto dall’imprenditoria locale, non è un elemento astratto, ma serve per spingere l’economia e risolvere il problema dell’abitazione principale.

 

CASINO’

E’ ora di mettere mano con serietà a questa questione, sapendo come la concessione pubblica della Casa da gioco non debba essere dispersa con piani di sviluppo improbabili e management disinteressati ai reali risultati dei bilanci. La gestione pubblica deve essere messa alla prova, sfruttando risorse locali competenti e valide, pronti nel caso a predisporre bandi europei per una gestione privata, che è cosa ben diversa dalla privatizzazione strisciante e poco limpida ora in corso.

 

COMMERCIO

Lo stop alla grande distribuzione è stata sperimentato in altre realtà alpine e si rende necessaria per evitare situazioni sempre più sfavorevoli verso il commercio di prossimità. Misure vanno intraprese – quali una fiscalità di vantaggio - per evitare la desertificazione di interi paesi, dove si stenta a tenere aperti negozi e bar. La valorizzazione dei prodotti locali passa attraverso un patto fra filiera alimentare e sistema di distribuzione.

 

CULTURA

Se la Cultura è un elemento dinamico e in continua trasformazione esistono elementi storici e tradizionali che vanno mantenuti e valorizzati e non solo in chiave folkloristica. La rete di Beni Culturali, quella museale, l’insieme dei castelli, la cultura alpina e la francofonia come elemento proprio e aperto ai Paesi vicini sono elementi preziosi da non disperdere, dando logiche unificanti attraverso campagne pubblicitarie intelligenti per attirare visitatori.

 

CVA

Elementi speculativi si sono mossi attorno alla quotazioni in Borsa, come in vicende ancora oscure come la fornitura di materiale dalla Cina e investimenti effettuati fuori dalla Valle d’Aosta, oltreché nella logica di assunzioni nella società elettrica. La vera sfida è fatta di trasparenza e competenza e di piani industriali credibili in vista anche della scadenza delle concessioni delle centrali idroelettriche nel 2029 con il rischio di perdere la Governance locale. E’ importante la nostra proposta di trattare con l’Europa un rinnovo delle concessioni per una società interamente pubblica ricalcando quanto avvenuto in altri Paesi europei.

 

DEMOGRAFIA

Il calo demografico rischia di impoverire la Valle d’Aosta se non ci saranno misure che spingano i valdostani ad aumentare il tasso di natalità con politiche moderne di sostegno. La crescita zero minaccia interi settori produttivi e rischia di rompere la catena di solidarietà fra generazioni. Non è possibile che un’emigrazione forzata costringa molti giovani alla ricerca della propria fortuna fuori Valle in assenza di prospettive, perché questo depaupera la nostra società.

 

DIGITALE

La rivoluzione digitale è in corso e la Valle non può perdere questi strumenti utili per il funzionamento della Pubblica amministrazione e dell’insieme dell’Economia. Impensabile l’uso attuale della Società in house INVA, che ha impoverito il settore informatico locale al posto di farlo crescere, occupandosi anche in modo inefficace del sistema degli appalti pubblici. L’estensione della fibra ottica rischia di non essere un vantaggio per famiglie e imprese se non se ne farà un uso trasparente e con contenuti certi a vantaggio del cittadino e della semplificazione.

 

ENERGIA

La questione energetica è capitale negli anni a venire e bisogna avere un nuovo Piano energetico che chiarisca i diversi ambiti per evitare disastri. Questo significa valorizzare l’autoproduzione nel settore idroelettrico, puntando sul ruolo pubblico con tariffe agevolate in ambito locale rispetto a un proliferare di iniziative private non sempre economicamente valide. Lo stesso vale per gli impianti alimentati con il legno senza l’uso di materiale locale o con la metanizzazione, quando comporta impianti di teleriscaldamento che potrebbero in futuro creare problemi di prezzo ai consumatori.

 

ENTI LOCALI

Nessuno nega il ruolo dei 74 Comuni, ma la rete di democrazia locale deve rafforzare gli obblighi cooperativi e le funzioni Comuni per risparmiare, come dovrà fare la stessa macchina regionale. Attraverso strumenti come i referendum i Comuni potranno valutare di fondersi nel rispetto delle reciproche identità e con sistemi di rappresentanza che non annullino i più piccoli.  Va usata la competenza primaria per avere regole e norme più snelle, che non ricopino il carico burocratico derivante da norme statali, così come vanno garantite le risorse per il funzionamento della democrazia locale.

 

EUROPA

Riteniamo che la vocazione europeista della Valle vada valorizzata, avendo attenzione alle politiche comunitarie in essere e per quelle future. Va rafforzato l’ufficio di Bruxelles, ripresa la battaglia per un parlamentare europeo di diritto, valorizzata la Macroregione alpina, rafforzati i rapporti con le Regioni a noi vicine, ripreso il ruolo di capofila nelle politiche della Montagna e del Federalismo. La nostra posizione geografica ci obbliga ad essere punto di giunzione politico e culturale verso l’area francofona.

 

FAMIGLIA

Riteniamo che la Famiglia sia, nella visione di un federalismo personalista che ci appartiene, il nucleo della società e ogni politica utile per la sua tutela e il suo rafforzamento fa parte del nostro patrimonio culturale. Per questo le politiche di sostegno, nel quadro del Welfare valdostano, non sono forme di vuoto assistenzialismo, ma di sostegno in vista di una comunità che deve crescere e svilupparsi, sapendo che non si tratta solo di uno sforzo economico, ma di formazione ad ideali e a valori etici.

 

FORMAZIONE

La Formazione permanente è una chiave di lettura della crescita personale che va al di là degli obblighi scolastici e dell’abbattimento dei tassi impressionanti di abbandono scolastico. Nel corso della vita offrire chances di arricchimento e di adeguamento nelle professioni è qualche cosa di realmente indispensabile e deve avvenire a tutte le età con attenzione al ruolo femminile nel lavoro attraverso politiche di pari opportunità.

 

IDENTITA’

Non si può pensare di rendere museale un’identità valdostana che si è trasformata nei millenni sino all’esito attuale. Ma neppure sarebbe concepibile non valorizzare il patrimonio accumulato nel tempo e dare respiro al mondo artistico e culturale alla ricerca di rinnovate forme espressive. L’apertura e il confronto risultano elementi indispensabili.

 

IMMIGRAZIONE

La certezza del Diritto per chi sia migrante in Valle è fondamentale nel rispetto dei diritti e dei doveri e dei capisaldi della civiltà occidentale. Una politica d’integrazione significa rispetto reciproco ma nel solco di regole chiare che evitino incomprensioni. Il diritto d’asilo è sacrosanto, ma non possono esistere zone grigie per chi non abbia diritto all’accoglienza o violi sistematicamente le leggi.


 

IMPIANTI A FUNE

Una sola società deve consentire di uscire dall’attuale eccesso societario con evidenti risparmi di scala. Gli investimenti di mantenimento dei comprensori vanno assicurati per garantire livelli elevati di qualità e sui collegamenti funiviari ipotizzati sono necessari piani di sviluppo chiari, rispettosi dell’ambiente e coperti da solidi basi finanziarie, che assicurino la necessaria redditività.

 

INDUSTRIA

La vocazione industriale della Valle va mantenuta, tutelando attività esistenti e trovando nuove imprese che popolino le zone abbandonate e opportunamente attrezzate con i fondi comunitari. Un piano serio va definito affinché si possa invertire quell’impoverimento che ha avuto riflessi occupazionali ed economici assai negativi.

 

INFORMAZIONE

Nella società digitale a maggior ragione l’informazione è importante e il ruolo dei giornalisti e delle testate d’informazione è capitale e va supportato dal pubblico senza logiche di intromissione. Il ruolo del Servizio pubblico televisivo passa attraverso una rappresentazione della realtà locale che valorizzi la Sede Rai come Centro di Produzione e le professionalità locali e questo vale anche per il sistema radio-tv locale privato e per quanto oggi è presente sul Web.

 

LAVORO

E’ mortificante il confronto con altre realtà alpine come il Trentino e l’Alto Adige-Südtirol dove la disoccupazione è quasi azzerata. E’ necessaria una riforma profonda di tutti gli strumenti che servono per regolare domanda e offerta di lavoro, immaginando tutte le modalità fiscali e contributive che consentano l’assunzione di giovani, delle donne e degli ultra cinquantenni che risultano ancora oggi le categorie di popolazione più in difficoltà.

 

LINGUE

Il bilinguismo non è un’eredità ormai polverosa, ma una chiave di lettura del mondo e delle nostre tradizioni assieme all’uso del francoprovenzale e – per la comunità walser – dei dialetti locali e del tedesco. Nessuna politica impositiva risulta essere efficace, ma bisogna usare strumenti nuovi e moderni che consentano al francese quella ripresa che noi auspichiamo e ciò non confligge affatto con l’apprendimento di altre lingue come l’inglese, perché il plurilinguismo offre più opportunità ai nostri giovani.

 

ONESTA’

Riteniamo che l’Onestà resti un caposaldo per chi sceglie funzioni pubbliche elettive o nel pubblico impiego. E’ necessario combattere con forza le infiltrazioni di tipo mafioso denunciate dalle autorità preposte e sradicare fenomeni clientelari attraverso la meritocrazia e le procedure concorsuali che evitino le raccomandazioni.

 

PROFESSIONISTI

Non bisogna dimenticare l’importanza dell’insieme delle professioni liberali che sono anch’esse un collante e una ricchezza per la comunità. Per loro, come per le imprese, vanno definite politiche fiscali apposite che consentano il loro sviluppo. Nel settore degli appalti le risorse locali vanno valorizzate, evitando un ricorso esterno che rischia di impoverire il tessuto locale.

 

RIPARTO FISCALE

E’ necessario rinegoziare l’insieme del nostro ordinamento finanziario perché il riparto sia sicuro rispetto alle invasioni di campo di Roma con prelievi alla Regione e ai Comuni che ci impoveriscono progressivamente, soffocando di fatto la nostra Autonomia, indebolita nella sua operatività. Bisogna trattare con il Governo nazionale attraverso la stipula di accordi di lunga gittata che evitino di considerare la Valle d’Aosta come un Regione privilegiata, tenendo conto delle competenze e dei poteri che deve esercitare.

 

SANITA’

L’invecchiamento della popolazione e le giuste esigenze di prevenzione delle malattie obbligano a mantenere e sviluppare una Sanità efficace, che si rifaccia anche alle più moderne tecnologie del settore. Un solo Ospedale è auspicabile con l’ammodernamento della struttura attuale e con un presidio forte e deciso del territorio in una logica di decentramento a beneficio della popolazione.

 

SBUROCRATIZZAZIONE

Ogni promessa di sburocratizzazione si è sinora scontrata con un aumento dell’onere per cittadini e imprese con il paradosso che le nuove tecnologie si sono aggiunte ai documenti cartacei. L’Amministrazione deve essere amichevole e non ostile e la logica dell’autocertificazione deve essere la regola per evitare che il cittadino venga visto come un nemico.

 

SCUOLA

La Scuola resta un elemento essenziale, pensando al ridotto capitale umano di bambini e ragazzi. Gli asili nido non possono essere un lusso e la rete scolastica va garantita dappertutto, così come la ricchezza di offerta delle scuole superiori con il rilancio di quelle scuole tecniche su cui la Valle ha competenza primaria. L’orientamento è essenziale per accompagnare i giovani a scelte oculate, che servono anche a garantire loro un posto di lavoro.

 

SERVIZI SOCIALI

Dalla culla fino alla microcomunità per anziani non bisogna lasciare nessuno indietro e questo vale per i diversamente abili e per la fasce più in difficoltà. Questo va considerato un dovere, così come l’assistenza ai malati e la lotta contro ogni forma di dipendenza e di malattia mentale. Solo in questo modo si risponde in modo civile a chiunque sia in difficoltà. La logica dell’Isee, che colpisce anche chi abbia stipendi ragionevoli e piccole proprietà, va sostituita con parametri aderenti alla realtà locale.

La necessità di una legge quadro che dia certezze di risorse e tutela delle professionalità.

 

SICUREZZA

La delinquenza va combattuta e le forze dell’ordine coordinate a beneficio della sicurezza dei cittadini. Questo vale per la microcriminalità come per le infiltrazioni della ‘ndrangheta certificate dalle autorità antimafia. La tutela del territorio passa anche attraverso sistemi di guardia con le videocamere che elimino fenomeni preoccupanti come i furti negli appartamenti. Le funzioni prefettizie del Presidente della Regione, revocabili per chi non ne sia degno, sono un unicum importante e da mantenere.

 

SPORT

I valdostani sono un popolo di sportivi e gli sport sono una risorsa per i turisti che scelgono la nostra Valle. Per questo, a beneficio nostro e di chi viene ospite, l’infrastrutturazione sportiva e l’educazione allo sport per una vita più sana non sono un lusso ma una necessità. Lo stesso vale per la possibilità di avere in Valle d’Aosta grandi manifestazioni sportive che diano lustro e portino turisti.

 

TRASPARENZA

L’attività politica dev’essere trasparente e certi scandali giudiziari dimostrano che bisogna fare di più contro la corruzione e il malaffare. Centrale resta il ruolo del Consiglio Valle, così come il Governo regionale deve contare non solo su personale politico onesto ma anche su una dirigenza competente e vigilante. La possibilità di usare strumenti di democrazia diretta per grandi decisioni fa parte del patrimonio federalista della Valle d’Aosta già presenti nello Statuto.

 

TRASPORTI

E’ del tutto evidente che la politica di questi anni ha comportato situazioni disastrose. La viabilità ordinaria è a pezzi con una Statale intasata e con le autostrade, care come il fuoco, che sono cantieri sempre aperti. La politica tariffaria di SAV e RAV è ormai scandalosa e non vede nessuna tutela per i nostri cittadini da parte dello Stato: bisogna chiedere l’intervento dell’Unione europea. Va assolutamente modernizzata la ferrovia e ci vuole un uso intelligente del quasi completato aeroporto Corrado Gex.

 

TURISMO

La Regione autonoma deve tornare ad essere responsabile, con l’imprenditoria privata, dello sviluppo turistico con la nascita di una piattaforma-Vda che operi una vera e propria regia del settore, sapendo che copre diversi aspetti della nostra economia. Resta chiaro che la varietà di località può soddisfare diverse utenze con politiche di marketing che guardino a nuovi mercati esteri e al mantenimento della clientela italiana.

 

UNIVERSITA’

L’impressione è che ci si occupi di più del nuovo stabile della Testa Fochi più che dei contenuti futuri della nostra Università, che deve evitare provincialismi e aprirsi al mondo, accogliendo non solo studenti locali ma facendo di Aosta una città universitaria. Ciò significa beninteso riflettere meglio sulle Facoltà da valorizzare e coltivare l’dea di collaborazioni importanti con le Università francofone.

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